Il prof. Stefano Marchetti, genetista
vegetale dell’Università di Udine ha realizzato insieme
al suo team in riso transgenico che contiene geni per
la produzione di enzimi umani utili a curare varie malattie
genetiche che riguardano il metabolismo, come la sindrome
di Gaucher, che ha conseguenze molto gravi per chi ne
è affetto. Oggi tali enzimi sono prodotti in cellule di
criceto geneticamente modificate e le persone affette
dalle patologie li devono assumere tutta la vita con costi
altissimi (fino a 350 mila euro l’anno a malato). Il prof.
Marchetti assicura che l’enzima ricavato dal riso è abbondante
e sicuro e avrebbe un costo decimo di quello degli enzimi
dai criceti, inoltre con pochi ettari della sua coltivazione
si potrebbero curare tutti i malati europei e con alcune
decine di ettari, tutto il mondo. Il professore ha presentato
domanda per la coltivazione all’aperto, per verificare
la produttività e qualità dell’enzima dal riso in campo,
prima della sua commercializzazione. Il Ministero dell’Ambiente
e dell’Agricoltura hanno per bloccato il progetto (sono
già passati tre anni) non concedendo le autorizzazioni.
Marchetti allora è andato all’estero e ha chiesto l’autorizzazione
al governo Statunitense che gliel’ha concessa. La sperimentazione
quindi avverrà in USA e se le cose non cambiano da noi,
anche la commercializzazione, con una perdita per il nostro
paese in termini di know-how scientifico, lavoro e risorse
economiche derivanti. Il progetto è stato messo in discussione
anche da Greepeace, anche se Marchetti assicura che il
polline di questo riso viaggia solo pochi metri in aria
e non sarebbe comunque utilizzato per l’alimentazione,
così come non ci sarebbe il rischio di ibridazione con
altre specie. Al momento tuttavia tutto tace in Italia.
(Notizia riportata sul Venerdì di Repubblica
del 30 marzo 2012)